Articolo pubblicato su MondoEconomico

Il Carbon Border Adjustment Mechanism (CBAM) è il nuovo strumento dell’UE per ridurre le emissioni globali e garantire una concorrenza leale tra le industrie europee e quelle estere. Dal 2026, i prodotti importati dovranno rispettare gli stessi standard ambientali dei prodotti europei. Quale sarà l’impatto sull’industria italiana e internazionale?


Sintesi

  • Dal 2026 l’UE introdurrà il CBAM, un “dazio verde” che obbliga le importazioni a rispettare gli stessi standard ambientali dei prodotti europei.
  • Per l’Italia, il CBAM proteggerà i settori più esposti (acciaio, alluminio, fertilizzanti) e potrebbe generare fino a 13.000 nuovi posti di lavoro.
  • A livello globale, il meccanismo ridurrà tra 48 e 65 milioni di tonnellate di CO₂ l’anno, rafforzando la competitività europea e accelerando la transizione ecologica.

L’Unione Europea ha da tempo riconosciuto la necessità di ridurre le emissioni di gas serra per affrontare la crisi climatica, con l’attuale obiettivo, stabilito a fine 2019, di raggiungere la neutralità carbonica entro il 2050. In quest’ottica, già dal 2005, l’UE ha implementato il Sistema di Scambio delle Quote di Emissione (EU ETS). Questo sistema, il primo mercato delle emissioni a livello europeo, funziona con un meccanismo cap-and-trade. Le aziende acquistano tramite asta delle quote di emissione, dove ogni quota rappresenta il permesso a emettere una tonnellata di CO2. Le aziende possono poi vendere sul mercato le quote che non hanno usato. Inoltre, le aziende dei settori in cui è difficile ridurre le emissioni ricevono quote gratuitamente, pari al proprio fabbisogno.

Redazione

Author Redazione

More posts by Redazione